Una comunità disonestà
Questo racconto e di pura fantasia. Marco aveva appena finito l’università. Una laurea in economia aziendale conquistata con sacrifici, notti insonni e la speranza concreta di costruirsi un futuro onesto. Quando lesse del concorso indetto dalla Comunità Sociale Spirituale di Tranto, non ebbe dubbi: era l’occasione giusta. Tranto era un piccolo Comune, bello ma difficile. Un territorio dove la mafia non si vedeva sempre, ma si sentiva. Proprio per questo quella Comunità rappresentava, almeno sulla carta, un faro: aiutava i ragazzi a uscire dalla cattiva strada, offriva lavoro e formazione sulla legalità, e riceveva fondi pubblici e europei per portare avanti questi progetti. Marco si disse: “Se voglio davvero fare la differenza, devo partire da qui.” Il giorno del concorso arrivò con un misto di ansia ed entusiasmo. Entrò in una sala elegante, con quattro membri della commissione seduti dietro un lungo tavolo. L’atmosfera era strana, più fredda di quanto si aspettasse. Prima ...








