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Kiev 1999. Dodicesimo capitolo. Un uomo per bene

  Giovanna aveva tredici anni quando trovò la cartellina. Non stava cercando nulla. Angelica le aveva chiesto di prendere alcune fotografie dall’armadio dello studio, quelle vecchie, con gli angoli piegati dal tempo. Aprendo il cassetto più basso, le dita di Giovanna urtarono qualcosa di rigido, nascosto sotto una pila di documenti. Una cartellina color avorio. Senza etichette. Il suo nome era scritto a penna all’interno. Il cuore iniziò a batterle più forte, senza motivo apparente. O forse sì. Dentro c’erano fogli tradotti, timbri, firme. E una parola che non aveva mai visto associata a sé stessa. Kiev. La lesse una volta. Poi di nuovo. Sentì come se quella parola avesse aperto una porta che nessuno aveva mai osato spalancare. Quando Maurizio tornò a casa, la trovò seduta al tavolo della cucina, la cartellina davanti a sé. Non pianse, non urlò. Lo guardò soltanto. «Perché non me l’avete mai detto?» Maurizio si fermò. Invecchiò di dieci anni in un istante. Angelica arri...

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