Nel nome della violenza. Una storia d'amore.
Quando Sofia aveva quattordici anni credeva ancora che l’amore potesse salvare chiunque. Era una ragazza studiosa, gentile, cresciuta in una famiglia semplice di provincia. Leggeva romanzi, prendeva ottimi voti e sognava di diventare insegnante. Tutti la consideravano “una brava ragazza”: educata, rispettosa, incapace di fare del male. Poi conobbe Luca. Aveva diciassette anni e una fama che lo precedeva ovunque. Suo nonno, don Salvatore, era in carcere da anni per associazione mafiosa. Nessuno pronunciava mai quella parola apertamente, ma tutti sapevano. In paese bastava dire il cognome. Luca viveva senza regole. Saltava la scuola, fumava canne nei vicoli dietro il bar della piazza, faceva a pugni per niente. Ogni sera girava con ragazzi più grandi, piccoli delinquenti che si sentivano intoccabili. I genitori fingevano di non vedere. Il padre diceva sempre: — È giovane. Crescerà. La madre gli dava soldi, vestiti firmati e gli evitava ogni responsabilità. Quando veniva fer...







