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Nel nome della violenza. Un ragazzo problematico.

Luca non riusciva a togliersi Roberto dalla testa. Da quando quell’uomo era andato a denunciarlo dopo la lite per il parcheggio, viveva come divorato da un fuoco continuo. Nella sua mente non era lui ad aver sbagliato. No. Era Roberto il problema. Roberto che aveva “esagerato”. Roberto che voleva rovinargli la vita. Ogni volta che ci pensava, sentiva il sangue ribollire. Camminava nervoso per casa, fumava troppo, beveva ancora di più. Passava le giornate tra bar, sala giochi e compagnie sbagliate, spendendo soldi che avrebbe dovuto mettere da parte per il matrimonio con Sofia. Ma a Luca non importava davvero del futuro. Tanto c’erano i suoi genitori a sistemare tutto, come avevano sempre fatto. Sua madre Francesca lo guardava con orgoglio cieco. Diceva sempre che suo figlio era identico al nonno: stesso carattere duro, stesso temperamento feroce, stesso modo di imporsi sugli altri. Per lei quella rabbia era forza. Non vedeva il veleno che ormai stava crescendo dentro Luca. Sofia invece...

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