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Cio che resta. Tredicesimo capitolo. Un uomo per bene

Angelica capì che stava per perdere Giovanna molto prima che qualcuno lo dicesse ad alta voce. Lo vedeva nei silenzi più lunghi, negli sguardi che scivolavano oltre lei, in quel modo nuovo di stare al mondo: presente, ma distante. Giovanna era ancora lì, ma una parte di lei stava già camminando altrove. Angelica non la biasimava. La paura, però, le scavava dentro. Aveva sempre saputo che l’amore non garantisce il possesso. Eppure, quando aveva preso Giovanna tra le braccia la prima volta, aveva giurato a sé stessa che nulla l’avrebbe portata via. Che avrebbe colmato ogni vuoto prima ancora che diventasse dolore. Forse aveva sbagliato. Seduta sul letto, Angelica ripensava alla stanza bianca dell’ospedale. A quella parola non detta, infertilità, che aveva cambiato il corso della sua vita. Giovanna non era arrivata per sostituire qualcosa. Era arrivata per salvarla. E ora sentiva che quel miracolo le stava sfuggendo tra le dita. La paura di perderla era una lama sottile. Non urlav...

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