Altari d’or
Altari d’oro Si inginocchiano lenti alla luce tremante, mani giunte, lo sguardo piegato a terra; parole sacre scorrono sulle labbra come monete lucide prima del conto. Parlano piano di cielo e perdono, di grazia, di pace, di eterna salvezza; ma l’occhio vigile pesa le offerte come un mercante al chiudere del giorno. Innalzano altari sempre più alti, non per toccare la soglia del cielo, ma perché il suono delle monete risuoni più pieno nel vuoto del tempio. Vestono d’oro la veste della fede, di velluto e promesse solenni; ma sotto il ritmo composto delle preghiere batte un cuore di conti e bilanci. Eppure la fede non porta catene, non chiude tesori in casse dorate: cammina scalza tra polvere e gente e dona la luce senza chiedere prezzo. Perché Dio, se davvero ascolta, non pesa l’oro sopra l’altare: ascolta soltanto, nel petto dell’uomo, la verità nuda della sua voce.







