Il primo appuntamento. Quinta parte ( Un uomo per bene)



Si incontrarono in piazza, sotto le luci che iniziavano ad accendersi una dopo l’altra. Giovanna arrivò con le sue amiche, come aveva previsto. Ridevano, parlavano tutte insieme, ma lei aveva gli occhi fissi su Antonio. Voleva metterlo alla prova, capire come si muoveva nel suo mondo prima di concedergli uno spazio più intimo.

Antonio le vide arrivare e sentì il cuore stringersi. Non per timidezza, ma per quella sensazione di essere osservato, valutato. Cercò di restare se stesso. Salutò tutte con educazione, rispose alle battute, sorrise quando serviva. Ma dentro, i pensieri correvano veloci.

Forse sono troppo grande per lei.
Forse sto fraintendendo tutto.

Dal centro della piazza si spostarono al bar poco distante. Seduti allo stesso tavolo, Giovanna lo guardava di nascosto. Ogni suo gesto la rassicurava sempre di più. Antonio non cercava di impressionare, non forzava nulla. Ed era proprio quello che la colpiva.

Dopo un po’, le amiche decisero di lasciarli. «Facciamo due passi,» dissero, con sorrisi fin troppo consapevoli. E così, senza bisogno di spiegazioni, Giovanna e Antonio si ritrovarono soli.

Camminarono verso il parco vicino. La notte era tiepida, la fontana al centro rifletteva le luci come piccoli frammenti d’argento. Il rumore dell’acqua rendeva tutto più ovattato, più intimo.

Antonio sentiva la tensione crescere. Avrebbe voluto avvicinarsi, baciarla, ma ogni volta che la guardava tornava quella paura: la differenza d’età, il timore di fare un passo sbagliato. Si fermò più volte, come se cercasse il momento giusto che non arrivava mai.

Giovanna se ne accorse. E sentì qualcosa cambiare dentro di sé. Un misto di desiderio e decisione. Si avvicinò lentamente, fino a sentire il suo respiro. Appoggiò la mano sul suo petto, sentendo il battito accelerato. Antonio sussultò, gli occhi fissi nei suoi.

«Non pensare così tanto,» sussurrò lei.

Con un gesto improvviso, gli sbottonò appena la camicia, come a rompere quell’esitazione che li teneva fermi. Lo spinse delicatamente contro il muro vicino alla fontana, gli si avvicinò ancora di più, senza lasciargli il tempo di dubitare.

Il bacio arrivò intenso, deciso, carico di tutto quello che non si erano detti. Antonio rispose d’istinto, dimenticando paure e differenze. In quel momento c’erano solo loro, il rumore dell’acqua e il battito dei loro cuori fuori controllo.

Quando si separarono, respiravano entrambi a fatica.

Non era stato pianificato.
Non era stato perfetto.
Ma era stato inevitabile.

E, finalmente, vero.

Dopo quel bacio, il silenzio cadde addosso a entrambi come una coperta calda. Giovanna abbassò lo sguardo per un istante, il respiro ancora irregolare. Antonio la osservava, cercando di rimettere ordine nei pensieri, nel cuore che batteva troppo forte.

Poi fu lui ad avvicinarsi.

Con un gesto lento, deciso, le prese la mano. Non con esitazione questa volta, ma come se avesse finalmente scelto. Giovanna alzò gli occhi e lo guardò, sorpresa. Nei suoi c’era qualcosa di diverso: meno dubbi, più presenza.

«Aspettavo questo momento da tutta la sera,» disse Antonio, a voce bassa. «Ma avevo paura di fare la cosa sbagliata.»

Giovanna sorrise, stringendogli le dita. «A volte bisogna smettere di pensare.»

Antonio annuì. Fece un passo avanti, accorciando ancora la distanza, ma senza invadere. Le posò una mano sulla schiena, lieve, rispettosa. Era un gesto semplice, eppure pieno di significato.

«Voglio conoscerti davvero,» continuò. «Con calma. Ma senza tirarmi indietro.»

La fontana continuava a scorrere alle loro spalle, come un sottofondo costante. Antonio si chinò leggermente verso di lei, lasciandole tutto il tempo di scegliere. Giovanna non esitò: si avvicinò, appoggiando la fronte alla sua.

Il bacio che seguì fu diverso dal primo. Più lento, più consapevole. Non c’era urgenza, solo il desiderio di restare. Quando si staccarono, Antonio le sfiorò il viso con il pollice, un sorriso appena accennato.

«Ti va di continuare la serata?» chiese. «Non per forza qui. Solo… insieme.»

Giovanna annuì. «Sì.»

E in quel sì c’era tutto: fiducia, curiosità, promessa.

Antonio, per la prima volta, aveva fatto il primo passo.
E non aveva più intenzione di tornare indietro.

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