A metà strada. Ultimo capitolo, Un uomo per bene
La proposta arrivò come arrivano le cose che cambiano una vita: in modo semplice, quasi casuale.
Un produttore musicale aveva ascoltato il brano. Voleva incontrare Antonio e Ambra a Milano. Parlava di contratti, di distribuzione, di possibilità concrete. Ambra era raggiante, Antonio incredulo. Quel dolore nato sulle rive dell’Imera aveva trovato una voce, e ora quella voce chiedeva spazio nel mondo.
Decisero di partire insieme. Aeroporto di Palermo, Falcone e Borsellino. Un punto di partenza. Forse anche di arrivo.
Durante il viaggio verso l’aeroporto guardava scorrere la città dal finestrino. Le strade, le rotonde, i palazzi familiari che diventavano lentamente estranei. Accarezzava i capelli di suo figlio, che dormiva sereno, ignaro di tutto. Ogni tanto gli sfiorava la guancia con le dita, come per dirgli: sto facendo questo per noi.
All’aeroporto il tempo sembrava dilatarsi. Il controllo bagagli, le voci metalliche degli altoparlanti, l’odore di caffè e partenze. Giovanna sentì il bisogno di andare in bagno. Si fermò un istante, poi alzò lo sguardo.
Da lontano li vide.
Il cuore le saltò in gola. Istintivamente si guardò alle spalle. Poi si fermò. Non c’era nessuno da temere. Nessuna ombra. Nessun controllo. Solo lei, finalmente libera.
Fece qualche passo avanti. La voce le tremava appena.
«Antonio.»
Giovanna rimase, come sempre, stregata. Gli porse la mano, d’istinto. Antonio non la prese. Con un gesto naturale, le presentò Ambra. Ambra sorrise, capì subito. Capì tutto.
Parlarono. Poche parole, vere. Milano. La casa discografica. Il contratto. E poi la scuola, perché Antonio spiegò che avrebbe iniziato a lavorare come docente in un istituto superiore.
«Allora diventiamo colleghi,» disse Giovanna, con un sorriso che conteneva anni di attesa.
Antonio rise. Una risata piena, finalmente leggera.
Lei gli raccontò dell’incarico appena accettato. Di una scuola. Di un Nord che li aspettava entrambi, anche se non lo sapevano.
«Può darsi che più avanti,» disse lei, abbassando un attimo lo sguardo, «se non sei troppo impegnato a scrivere canzoni… ci potremmo vedere a metà strada.»
La prese per la mano. Senza paura. Senza passato che pesasse. E la baciò.
Giovanna gli mise le mani attorno al collo. Si baciarono così, semplicemente, mentre Ambra li guardava divertita, con gli occhi di chi sa riconoscere l’amore quando lo vede.
«Baciami di nuovo, scemo.»
E in quell’aeroporto, tra partenze e nuovi inizi, il tempo smise di dividere ciò che aveva sempre cercato di ritrovarsi.
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